venerdì 1 febbraio 2008

Politica a parole: decantare e moratoria

La crisi perdura, è sulle prime pagine dei giornali, Marini ha iniziato le consultazioni. "Consenso ampio", "sentiero stretto" ... il presidente del Senato si abbandona alla retorica politica per farci capire che la sua missione è quasi "impossibile", sebbene questa sia una parola che non vuole ascoltare. Meglio allora rifugiarsi nei latinorum che, come Manzoni insegna, dovrebbero impressionare il popolo. E in effetti, tra "porcellum" e "mattarellum" c'è di che rabbrividire pensando che queste son le parole dietro cui si cela il dibattito sulla legge elettorale.

In tempi di crisi, poi, il lessico politico si adegua: antica saggezza? ipocrisia sfacciata? se lo chiede il filosofo Gianni Vattimo che mercoledì scorso sul quotidiano La Stampa scopre due termini singolari frutto di una retorica oscurante-dolcificante. Il primo è decantare. Lo cita Veltroni che ha parla di darsi un tempo per lasciar "decantare" la situazione politica. Si può pensare che Veltroni alluda al recitar cantando, al cantar in musica che decantare richiama dal latino. O forse al decantar di un liquido, pensate al vino, decantare il vino così che la posa rimanga in fondo e si ossigeni.

Certo è che la decantazione in politica non è termine nuovo.
Il gabinetto di decantazione è l'esecutivo di breve durata di Giovanni Leone a cui l'allora presidente della repubblica Saragat (siamo nel 1968) ricorse affidandosi alle doti di mediatore del senatore democristiano. E' un esecutivo che resta in carica giusto giusto nei mesi estivi. Tant'è che si parlò di governi balneari, riferendosi anche ad una precedente esperienza di Leone: 1963, anche allora a capo di un governo di transizione per approvare la legge di bilancio (a quei tempi prevista per il 31 ottobre) e lasciare poi il campo a una compagine meno precaria.

Se decantazione è una formula pericolosa, moratoria è invece la parola del momento. Moratoria sulla pena di morte ricorda il grande successo diplomatico dell'Italia con l'adozione della risoluzione alle Nazioni Unite. Moratoria sull'aborto è la campagna di Giuliano Ferrara. Occorrerebbe anche una moratoria nella discussione politica, come invocherebbe - ricorda Vattimo - il senatore Dini. Una moratoria per bloccare il proluvio di parole, parole, parole che alimentano la discussione politica senza portar mai a nulla. Se la moratoria sulla pena di morte sembrava ai più titanica, una moratoria che fermi lo scontro politico appare decisamente impossibile.

Nessun commento: