giovedì 25 settembre 2008

Prima Repubblica

Con tale espressione si può lecitamente alludere all'intrallazzo, al demerito e alla corrutela. E' quanto emerge da una sentenza della Corte di Cassazione (la n.36678) con la quale è stata annullata una condanna per diffamazione emessa a carico del presidente della Provincia di Rimini, Sergio Bianchi, che aveva definito da Prima Repubblica le modalità di svolgimento di un concorso per funzionario al Comune di Bellaria.

L'espressione Prima Repubblica si riferisce al sistema politico della Repubblica Italiana dalla sua nascita nel 1948 al 1994, e spesso è usata per richiamare i suoi aspetti peggiori (fonte: Wikipedia).

La Corte di Cassazione è andata oltre. L'espressione Prima Repubblica non indica soltanto "intrallazzo o corrutela ma anche manzanza di merito che tante volte si ritiene estraneo alla pubblica amministrazione".

Bianchi era stato condannato per l'offensività dell'espressione anche al risarcimento dei danni morali a favore di Marina B. che aveva presieduto la commissione esaminatrice del concorso. Ma la Cassazione ricorda che chi presiede un concorso "si espone anche alla verifica pubblica delle sue decisioni e alle relative critiche circa gli effettivi meriti del soggetto rpescelto come vincitore e se la decisione appare discutibile, può accadere che si pensi ad interferenze esterne, soprattutto quando le circostanze oggettive siano tali da autorizzare i sospetti".

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