mercoledì 15 febbraio 2012

Schadenfreude

Il termine tedesco sembrerebbe molto attuale dopo i blitz della Guardia di Finanza a Cortina e Milano e la ormai famosa telefonata tra Schettino e De Falco nella tragedia della Costa Concordia.

Schadenfreude significa "piacere provocato dalla sfortuna dell'altro", in sostanza gioire per le disgrazie altrui. In italiano non esiste un termine analogo e con una connotazione così negativa.

Si potrebbe ricorrere al famoso detto Mal comune, mezzo gaudio che però può essere interpretato sia nel senso di condividere una sventura con altri affinchè sia meno sgradevole, sia nel godere della sventura altrui.

Sul tema, ha scritto un articolo molto interessante Anna Meldolesi, giornalista scientifica, pubblicato su La Lettura del 12 febbraio 2012, l'inserto domenicale del Corriere della Sera.

Meldolesi approfondisce la natura scientifica di un sentimento assai diffuso eppure il più "vigliacco" perchè rappresenta una "miscela tossica di insoddisfazione di sè, risentimento e sadismo che a volte sporca il più nobile desiderio di giustizia sociale".

Schadenfreude descrive la gioia malevola che si può provare davanti alle sofferenze di altri, gratifica l'invidia e riequilibra l'insoddisfazione di sé. Dalla pioggia di monetine fuori dal Raphael ai tempi di Tangentopoli in poi, la Schadenfreude si moltiplica nei mille rivoli della nostra vita quotidiana. Non abbiamo mai pensato di chiamarla in questo modo, né sapevamo potesse definirsi con un tal termine. Ma dal godere delle foto delle star immortalate senza trucco o della multa sul cruscotto di un Suv fino al politico travolto dallo scandalo o al pubblico ludibrio a cui viene additato chi ottiene un posto grazie alla raccomandazione, la società e il costume italiano è testimone di innumerevoli casi e giornali e tv, come scrive Anna Meldolesi, allargando "la nostra comunità di riferimento" hanno aumentato "esponenzialmente anche il numero di confronti sociali con persone di cui spesso non conosciamo né gli sforzi né le pene".

Ingiustizia, diseguaglianza, invidia ... dietro la Schadenfreude c'è un po' tutto ... difficile da tradurre in italiano, ma assai facile da provare.

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