venerdì 13 dicembre 2013

Groko, le grandi alleanze decidono la 'parola dell'anno' in Germania

L'acronimo "GroKo" - che sta per Grosse Koalition - è la parola dell'anno in Germania. Lo ha deciso la "Società per la Lingua tedesca" (GfdS). Così, mentre la grande coalizione fra Spd e Cdu non è ancora in atto, l'abbreviazione GroKo, che la indica sui media tedeschi dalle elezioni dello scorso 22 settembre, è diventata parola del 2013.

Il presidente di "GfdS", Armin Burkhardt, ha motivato la scelta di "GroKo", che ironicamente allude alla inconsueta lunga durata delle trattative di quasi tre mesi per la formazione del nuovo governo, con il fatto che l'acronimo prescelto, nella sua allusione a "Kroko" (abbreviazione della parola "Krokodil", coccodrillo) esprime in maniera irridente un atteggiamento assai diffuso nei confronti della Grosse Koalition. 


Ma una spinta forse decisiva alla scelta di "Groko" era stata data nei giorni scorsi da Klaus Stuttmann, il più famoso cartoonist tedesco, che in una caricatura pubblicata su 'Tagesspiegel' aveva raffigurato un  'Kroko', un coccodrillo, con il volto di Angela Merkel, tra le cui fauci si erge un minuscolo Gabriel (Sigmar Gabriel è il presidente del partito Spd) con il braccio alzato ed il pugno chiuso che grida "Viva la Spd".

Alle spalle di "Groko" si è piazzato "Protz-Bischof", vescovo pacchiano, in riferimento a Franz-Peter Tebartz-van Elst, il vescovo di Limburgo rimosso da Papa Francesco per i suoi sprechi edilizi, che hanno fatto lievitare da 5,5 a 31 milioni di euro i costi del nuovo arcivescovado. Al terzo posto, la parola "Armutseinvanderung", immigrazione della povertà, con cui in Germania si indicano in senso negativo i migranti in arrivo dall'Africa e dall'Europa dell'est con l'intento di sfruttare i benefici dello stato sociale tedesco.

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