sabato 2 agosto 2014

Nel bestiario italiano, lo squalo batte in simpatia il canguro

Quando sugli Champs-Elysées è passato lo squalo gli italiani che amano il ciclismo hanno avuto un momento di autentica commozione; quando nell'aula del Senato è stato evocato il canguro, gli italiani hanno subìto l'ennesimo disorientamento dal mondo della politica.

Destino crudele quello degli animali. Devono difendersi dall'uomo non solo per la loro sopravvivenza, ma anche per il 'buon nome' che portano.

Andiamo con ordine. Lo squalo nell'immaginario collettivo ha sempre rappresentato incubo e terrore. Chi dimentica il film di Steven Spielberg, che proprio nel 2015 compirà 40 anni, capace di turbare intere generazioni di amanti del mare. Eppure, la nuova stagione dello squalo andata in onda nel mese di luglio ha regalato a tutti noi emozioni sì forti, ma straordinariamente positive. E già, perchè 'squalo' è il nome con cui è stato ribattezzato Vincenzo Nibali, trionfatore al Tour de France 16 anni dopo Marco Pantani.

L'elegante Nibali ricorda a Gianni Mura più un cirneco, un cane spuntato più di duemila anni fa intorno all'Etna. Ma per Nibali, nato in quel di Messina, il tuffo nel bestiario ha portato in dote lo 'squalo', feroce divoratore di strade e avversari, la prima volta di un pesce in uno zoo delle due ruote che annovera già aironi, falchi, condor. E anche un gorilla, così è soprannominato il tedesco André Greipel, vincitore di una tappa al Tour.

Dallo sport alla politica, il quadro muta radicalmente. Quando alle 19.50 del 29 luglio, l'Ansa batteva questa notizia: "Riforme: scatta 'canguro', via 1.400 emendamenti", abbiamo capito che lo sbarco dei marsupiali a Roma avrebbe generato non poche reazioni. Così la minaccia, il giorno dopo, del Movimento 5 Stelle ("Stiamo cercando di azzoppare il 'canguro'") non ha che generato autentico sgomento tra animalisti e non.

Nessuna paura. Il canguro è l'animale 'regolamentare' che ha monopolizzato il dibattito sulle riforme, in scena da giorni al Senato. Il canguro infatti è la curiosa regola che consente, una volta respinto un emendamento, di saltare a piè pari quelli dal contenuto simile o equivalente. Così, quando il 29 luglio, l'Aula di Palazzo Madama ha bocciato l'emendamento sul Senato elettivo, l'assemblea si è ritrovata all'improvviso con 1400 emendamenti in meno sugli oltre 7000 complessivamente presentati. Un bel risparmio in termini di tempo per la maggioranza, un colpo alla democrazia secondo le opposizioni.

Ma l'ingresso al Senato del canguro si è portato dietro anche ardite formule lessicali affini. Racconta Alessandro Trocino sul Corriere della Sera: "Loredana De Petris usa disinvoltamente i termini 'cangurare' e 'emendamenti cangurati'".

Destino vuole che uno dei campioni dell'emendamento, Augusto Minzolini, capofila di coloro che tra i berlusconiani vogliono proprio quel Senato elettivo bocciato e cangurato, nella sua vita precedente - ricorda Robin su Europa - era chiamato lo Squalo. Ora se lo mangia perfino un canguro. Meglio dunque lasciare quel titolo al buon Vincenzo Nibali.

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