sabato 17 gennaio 2015

Giocattolizza, i bergoglismi colpiscono ancora

Il pontificato di Francesco sarà certamente ricordato anche per un aspetto linguistico apparentemente banale: i neologismi. Tali e tanti ne sono stati già registrati che hanno già una loro definizione propria: bergoglismi.
Mafiarsi (entrare nella mafia), balconear (stare al balcone), nostalgiare la schiavitù ... pochi giorni fa, Papa Francesco ha detto che Dio facendosi uomo 'si annientisce', usando una forma verbale errata (annientisce invece di annienta) senza curarsi affatto della correttezza in italiano.

La sensazione comune dei 'vaticanisti' è che a Bergoglio le parole del vocabolario non siano sufficienti per spiegare una realtà complessa, non siano abbastanza efficaci per arrivare direttamente al cuore e all'animo della comunità cristiana e non solo.

Come nel recente colloquio con i giornalisti, nel volo che lo ha portato dallo Sri Lanka alle Filippine. Su un tema importante e delicato come la libertà d'espressione alla luce dei fatti di Parigi e del caso Charlie Hebdo, Francesco è stato chiaro: "Tanta gente che sparla di altre religioni o delle religioni, che prende in giro, diciamo 'giocattolizza' la religione degli altri ... Questi provocano".

La scelta di Francesco non sembra casuale, non gli basta l'espressione 'prende in giro'. No, lo rafforza inventando un neologismo, anzi un bergoglismo: 'giocattolizza'. Come voler dire farsi gioco, irridere in un modo quasi infantile, incosciente. Insomma, la fede non è un gioco e la libertà di espressione dovrebbe trovare un limite proprio nel rispetto della religione. Nel blog Terre d'America del giornalista Alver Metalli, Jorge Milla, ex alunno del Papa, ad oggi ha raccolto venti 'parole nuove' del gergo di Francesco. Giocattolizza è probabilmente la più impegnativa del suo pontificato.

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