domenica 25 gennaio 2015

Waterboarding fiscale

«Fiscal waterboarding ... Sono cinque anni che l'Europa su ispirazione tedesca ce lo infligge», parole di Yanis Varoufakis, la mente economica di Syriza, il partito di sinistra guidato da Alexis Tsipras, grande favorito nelle elezioni politiche in Grecia. Un voto molto atteso in tutta Europa per gli effetti che potrebbe produrre nei rapporti tra il Paese ellenico e le istituzioni europee. Tsipras ha infatti più volte ricordato che «non rispetteremo gli accordi firmati da chi ci ha preceduto. L’austerità non fa parte dei trattati di fondazione dell'Unione Europea». Gli accordi sono i 240 miliardi di prestiti agevolati concessi (in due diverse tranche) dalla Troika - Ue, Fmi, Bce - un piano di salvataggio concordato per evitare che il Paese andasse in bancarotta.

Non è la prima volta che parole che evocano tecniche di tortura entrino nel dibattito, politico o di altra natura: forca, gogna, crocefissione, flagellazione, fustigazione.


Nel diritto internazionale non esiste una lista completa di tal genere, semmai esiste una definizione di tortura: qualsiasi “trattamento crudele, inumano o degradante”. Tra il 2009 e il 2014, Amnesty International ha registrato torture e altri maltrattamenti in 141 paesi ma, dato il contesto di segretezza nel quale la tortura viene praticata, è probabile che il numero effettivo sia più alto. L'organizzazione per i diritti umani ne ha comunque elencate almeno 26, dai pestaggi all'aborto forzato. 

La numero 22 è il soffocamento e semiannegamento, meglio noto come 'wateboarding'. Si tratta di una simulazione d’annegamento in cui il detenuto viene steso su una panca inclinata, con i piedi in alto e un panno a coprire bocca e naso. Gli viene gettata acqua in testa a intervalli regolari, provocando nel prigioniero forti difficoltà respiratorie.

Tsipras e il suo partito ha usato questa parola non a caso. Perchè il waterboarding è la tecnica applicata nella celebre prigione di Guantanamo, è quindi la pratica-simbolo degli "abusi sui terroristi islamisti compiuti della Cia nell'era Bush", come emerso dal recente rapporto della Commissione Intelligence del Senato Usa.

Miscelando le due storie (torture e Grecia), il waterboarding fiscale diventa "la peggiore delle torture della Cia in versione finanziaria" come ha scritto Eugenio Occorsio sulla Repubblica, responsabile, sostengono i leaders di Syriza, di strangolare, soffocare, affogare nella povertà il popolo greco.

Affermazioni forti, tanto che il Ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, ha dichiarato che "sono campagne elettorali, fatte di espressioni che possono piacere e non piacere. E a me questa non piace".

C'è un precedente e peraltro italiano. Nel giugno 2013, Beppe Grillo attaccò l'allora presidente del Consiglio, Enrico Letta, scrivendo sul suo blog che "Capitan Findus Letta (...) quando vede una piccola media impresa la affoga, ma per scherzo, come si fa tra amici. (...) Una raffinata tortura dell’acqua, un waterboarding, una forma di annegamento controllato su misura per le imprese".

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