domenica 22 febbraio 2015

#ritagli - La Svezia e i pregiudizi. Cambiano i nomi degli uccelli «razzisti»

Articolo di Luca Mastrantonio, Corriere della Sera

In Svezia i profeti del politicamente corretto stanno alzando il tiro, almeno a livello altimetrico: il nuovo campo in cui vogliono abbattere i pregiudizi linguistici è l'ornitologia.


La Società di appassionati di uccelli svedese (www.sofnet.org) ha stilato la prima guida ufficiale dei nomi dati alle oltre 10mila specie di uccelli, bandendo quelli ritenuti «razzisti»: in cima all'indice i nomi proibiti tutti quelli in cui è ravvisabile il riferimento alla parola «negro» («neger»), come il «Negerfink skrotas», dove va sostituita con «nero» («svart»), sulla scorta di quanto si fa in America. 

Molte parole censurate arrivano dal Sudafrica, dove durante l'Apartheid i neri venivano definiti «color caffè» dai bianchi, in senso dispregiativo; è stato cancellato anche il «Hottentott», che rimanda a un'etnia indigena sudafricana, i Khoikhoi (significa «veri uomini»), espressione risalente all'era coloniale, quando gli olandesi chiamavano così chi balbetta («hottentots»), e che oggi suona offensiva (sotto, l'anatra ottentotta). Un'altra parola sbianchettata è «Zigenartàgel», cioè «Uccello zingaro» (nella foto sopra), che diventa «Iloatzin», nome inglese di uccello tropicale diffuso tra i bacini del Rio delle Amazzoni e del fiume Orinoco in Sud America. Continua così in Svezia la caccia alle parole razziste. 

Nei giorni scorsi, è stata annunciata la riscrittura dei libri di Pippi Calzelunghe, avallata dalla figlia della scrittrice che ha creato la ribelle dai capelli rossi, cioè Astrid Lindgren (1907- 2002): li padre di Pippi, marinaio «Re dei negri» («Negerkónig») diventa «Re dei Mari del Sud». 

Un anno fa finì nel mirino dei consumatori svedesi la confezione «Skipper mix» della tedesca Haribo raffigurante i bottini di un altro marinaio, tra cui delle maschere africane dí liquirizia, che vennero tolte dopo le proteste. Crociate buoniste? Di certo ha sempre meno senso sorprendersi che l'Accademia di Svezia non dia il Nobel a Philip Roth, per cui il politicamente corretto è uno dei mali del nostro tempo.

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