mercoledì 9 dicembre 2015

Misericordia e i neologismi di Papa Francesco

Canonization 2014- The Canonization of Saint John XXIII and Saint John Paul II (14036966125).jpgSi è appena aperto l'Anno santo straordinario per il Giubileo della misericordia. Proprio 'misericordia' è una parola centrale per Bergoglio. Come ha scritto Rino Fisichella,  Presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, "non è improprio sostenere che Papa Francesco ha fatto della misericordia il suo programma di pontificato".

Lo ha ripetuto anche stamane Papa Francesco, all'Udienza generale in piazza San Pietro: "Specialmente in questi nostri tempi il richiamo alla misericordia si fa più urgente". E ha ripetuto più e più volte questa parola sottolineandone la straordinaria capacità di "contribuire realmente all'edificazione di un mondo più umano".

Il peso di questo vocabolo nella retorica bergogliana è evidente anche da un altro punto di vista, più strettamente linguistico. Da 'misericordia' infatti originano almeno tre neologismi di Papa Francesco: misericordiare, misericordiando e misericordina.

Bergoglio ha fatto ricorso già in moltissimi casi a nuovi vocaboli non certo per vezzo linguistico ma solo perchè nel suo parlare chiaro e diretto al popolo cristiano e non, quando non trova le parole adatte, le inventa.

Giocattolizzare, mafiarsi, inequità, spuzzare, primerear, balconear ... l'elenco è lungo e in molti hanno cominciato a classificare e studiare il fenomeno, tanto che ormai si parla di 'bergoglismi' per identificare i neologismi papali.

E se con misericordiare Papa Francesco spiega che "Dio è misericordia" e ricorda la missione del suo pontificato ("sono venuto a misericordiare", cioè a fare misericordia), con misericordiando, uno strano gerundio, attinge proprio alla sua creatività per supplire a una carenza della lingua italiana. Lo ha ben spiegato a padre Antonio Spadaro in una intervista a La Civiltà Cattolica: "Il gerundio latino miserando è intraducibile sia in italiano che in spagnolo. Mi è venuto in mente di tradurlo con un altro gerundio che non esiste: misericordiando". 
Infine, la Misericordina che non è solo un neologismo ma addirittura una "medicina speciale" che "fa bene al cuore, all'anima e a tutta la vita", ha spiegato il Papa al termine di un Angelus di qualche settimana fa, mentre suore e volontari distribuivano lo speciale 'kit' ai pellegrini presenti in Piazza San Pietro. Come ogni medicinale, la Misericordina ha un foglietto d'istruzioni che spiega: "è un medicinale spirituale fa arrivare la misericordia nell'anima. Lo si avverte tramite la tranquillità del cuore, la gioia esterna e il desiderio di diffondere il bene". E suggerisce il dosaggio (applicare, ad esempio, quando "sentiamo il bisogno dell'aiuto nella decisione difficile"), le modalità d'uso (possibilmente, in "un posto tranquillo, una camera o una chiesa") e la profilassi ("almeno una volta al giorno", con "applicazione identica sia nei bambini che negli adulti", non c'è incompatibilità "con altre preghiere").

Bergoglio e la misericordia, "questa parola cambia tutto" aveva detto "rende il mondo meno freddo e più giusto", e - aggiungiamo noi - offre un prezioso contributo all'arricchimento del nostro vocabolario.
Un estratto di questo articolo è pubblicato anche su Il Quotidiano del Lazio   

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